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giovedì 25 marzo 2010

Quattro chiacchiere con... "E li chiamano disabili"

Simona Atzori (ballerina, pittrice, nata senza braccia)

Giovedì 25 marzo 2010 - h. 10

E li chiamano disabili
Auditorium Liceo Copernico

E li chiamano disabili. Vite difficili coraggiose stupende, sedici storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio della non rassegnazione. “Penso talvolta che i veri limiti esistono in chi ci guarda.” dice Simona Atzori ballerina, pittrice, nata senza braccia. 

Candido Cannavò apparteneva a quella generazione di giornalisti che sanno cogliere, in ogni aspetto, in ogni zona della materia sulla quale intendono scrivere, la profondità e la densità dei sentimenti, delle emozioni, di quei valori che muovono il nostro animo come il vento increspa le onde dell’acqua. Candido Cannavò sapeva raccontare, sapeva usare la parola e la frase con una musicalità da incantatore.

Simona Atzori, nata a Milano il 18 giugno 1974 da genitori sardi. Pur essendo senza braccia, non si è mai persa d'animo ed ha intrapreso sin da giovane l'attività di pittrice e di ballerina classica. Nel 2001 si è laureata in "arti visuali" alla University of Western Ontario. Attività artistica: dal 1983 fa parte del VDMFK, "Associazione internazionale degli Artisti che Dipingono con la Bocca o con il Piede". Nel 2006 ha danzato alla cerimonia di apertura delle paralimpiadi 2006 di Torino. Del 2007 è lo spettacolo “Mamma dice...”, balletto per soli coro e orchestra del compositore Antonio Cericola interpretato da Simona Atzori e da Gjergj Bodari, con la compagnia Pescara Dance Festival e l'interpretazione di Enrico Beruschi. Il 22 novembre 2008 è stata ospite alla festa diocesana dell' Azione Cattolica di Vicenza organizzata a Bassano del Grappa. Tema della festa: “Una mano da Dio”. “E tu, a chi ti affidi”?. A Simona Atzori è intitolato il premio d'arte omonimo. É residente a Gerenzano, paese del varesotto. La sua storia, insieme ad altre, è raccontata nel libro di Candido Cannavò “E li chiamano disabili”.




Dopo un filmato introduttivo sulla sua esperienza, Simona si è presentata con molta semplicità e immediatezza, creando subito un clima disteso e quasi di confidenza. Non si era preparata un discorso, perché voleva che ci fosse un incontro vero, un dialogo che è nato dalle domande che ci ha incoraggiati a fare. La sua è stata una testimonianza a cuore aperto, sincera, divertente; ha rivissuto serenamente con noi alcuni momenti della sua vita, dalle esperienze più elettrizzanti come gli spettacoli con alcuni grandi della danza a quelle che per altri avrebbero potuto essere esperienze di disagio, come l'uso delle protesi da bambina. Dalle sue parole si sono sentiti forti l'amore e la vicinanza di una famiglia attenta e una grande fede.  L'intero auditorium è stato commosso e toccato dalla serenità di Simona, dalla gioia  che lei comunica con le sue parole e il suo sorriso, dal messaggio che ci ha regalato e con cui ci invita a vivere pienamente la nostra vita e a sviluppare le  capacità e i doni che abbiamo. Speriamo, anche solo con i nostri applausi, di essere riusciti a comunicarle il nostro ringraziamento.

                                                                                                         Lucia Clemente  IV PNA



mercoledì 27 gennaio 2010





SCRIVO CON LE MANI LEGATE
Spettacolo per la Giornata della memoria: 28 gennaio 2010
Regia di Antonio Amore
In collaborazione con Roberto Dionigi
Debutto Auditorium Liceo Copernico 27 gennaio 2010




Perché scegliere Dietrich Bonhoeffer, Franz Iagerstatter e Etty Hillesum per la giornata della memoria?
Dietrich: cospiratore del regime nazista, protestante, grande pensatore teologo, la cui grandezza viene sempre più valorizzata da studi recenti. Condannato a morte e impiccato nel campo di concentramento di Flossemburg.
Franz, nell’Austria occupata rifiuta di vestire la divisa militare “che lo fa sentire sporco”; per questo viene processato e ghigliottinato. Sposato con tre figlie piccole; cultura contadina. Cattolico.
Etty, nasce da una famiglia della borghesia intellettuale ebraica. A servizio del Consiglio ebraico, organismo imposto dai nazisti per il controllo della comunità. Svolge il suo compito in un campo di smistamento:Westerbork. Insieme a tutta la famiglia viene assassinata ad Auschwitz. Tra altri scritti lascia un diario: un intenso colloquio con Dio.
Tre diari-epistolari scritti nel corso di una prigionia che nella coscienza di ciascuno generava la sensazione-certezza di una morte sicura ed imminente danno vita alla lettura drammatizzata messa in scena da un gruppo di giovani attori pavesi diretti da Antonio Amore.



Sulla scena i rumori e l'impatto visivo si antepongono alle parole. Delle voci si strappano al silenzio, voci anonime, accomunate dalla medesima condizione. La guerra mette in luce i contrasti e ai gesti quotidiani si accompagna la più profonda solitudine. La storia si interrompe. Si è soli ad affrontare il proprio inevitabile destino, tanto pesante da non riuscire a sopportarlo, come si è soli a combattere per la libertà. "Scrivo con le mani legate" mette in luce la forza interiore di Franz nel restare coerente ai propri ideali di fede e quella di Dietrich ed Etty che hanno tentato di far sopravvivere il bello della vita in un campo di morte e di violenza. Infine è la memoria che gioca un ruolo di primo piano: tanti nomi ricadono come le foglie di un albero. La memoria è tutto ciò che rimane, per rammentare il male e dimenticarlo per sempre, per ricordare chi nel male ha cercato il bene e non dimenticarlo. 

                                                                                                          Valeria Prina   III  A 








Un  breve video:




martedì 26 gennaio 2010

Quattro chiacchiere con... La Giornata della Memoria

Scrivo con le mani legate
per la Giornata della Memoria

27 gennaio 2010 - h. 9 - h. 11 - h. 21
Auditorium Liceo Copernico

28 gennaio 2010 - h. 9 - h. 11
Salone-teatro Istituto San Giorgio



Perché scegliere Dietrich Bonhoeffer, Franz Iagerstatter e Etty Hillesum per la Giornata della Memoria?

Dietrich: cospiratore contro il regime nazista, protestante, grande pensatore e teologo, la cui grandezza viene sempre più valorizzata da studi recenti. Condannato a morte e impiccato nel campo di concentramento di Flossemburg.
Franz: nell’Austria occupata rifiuta di vestire la divisa militare “che lo fa sentire sporco”; per questo viene processato e ghigliottinato. Sposato con tre figlie piccole, cultura contadina, cattolico.
Etty: nasce da una famiglia della borghesia intellettuale ebraica. A servizio del Consiglio ebraico, organismo imposto dai nazisti per il controllo della comunità. Svolge il suo compito in un campo di smistamento, Westerbork. Insieme a tutta la famiglia viene assassinata ad Auschwitz. Tra altri scritti lascia un diario: un intenso colloquio con Dio.

Tre diari-epistolari scritti nel corso di una prigionia, che nella coscienza di ciascuno generava la sensazione-certezza di una morte sicura ed imminente, danno vita alla lettura drammatizzata messa in scena da un gruppo di giovani attori pavesi diretti da Antonio Amore in collaborazione con Roberto Dionigi.

Tre incontri sul disagio adolescenziale: SEGNALI D'ALLARME



L'auditorium del Liceo Copernico (via Verdi 23/25) ospita tre incontri legati al tema dell'adolescenza nella contemporaneità.


Il calendario degli incontri (clicca sull'immagine per ingrandirla):


Lunedì 22 febbraio 2010 - h. 21.00
Pino Roveredo (scrittore e operatore di strada)
Cara creatura: raccontiamoci ai nostri figli


Martedì 16 marzo 2010 - h. 21.00
Vincenzo Andraous (tutor nella comunità Casa del Giovane)
Vittime e carnefici, tutti intorno stanno gli indifferenti: parliamo di bullismo


Venerdì 14 maggio 2010 - h. 21.00
Stefano Rossi (psicologo)
Fluide (s)connessioni: le relazioni affettive dell'adolescente con il gruppo dei pari

domenica 29 novembre 2009
IL PAESE DELLA VERGOGNA

di Daniele Biacchessi


Regia di Daniele Biacchessi
Debutto Auditorium Liceo Copernico 29 novembre 2009




Nello spettacolo si fondono recitazione, lettura  e dialogo con il pubblico. Le voci degli attori si alternano, narrando stragi e attentati avvenuti nell'Italia del XX secolo, sempre soffermandosi sulle vittime : nome, cognome, età, ultime azioni e, quando possibile, carattere e idee. L'eccidio di S. Anna di Stazzema, la strage di Bologna, l'uccisione di Peppino Impastato e ancora altri crimini, tutti accomunati dal fatto che le vittime, per una ragione o per un'altra, non hanno avuto giustizia. Però, come sottolinea Biacchessi, queste storie devono continuare a vivere, essere ricordate, raccontate, recitate affinché nessuno dimentichi le vittime senza giustizia.          Uno spettacolo coinvolgente e toccante, volto a risvegliare la coscienza civile e il bisogno di giustizia degli spettatori, scritto  perchè tutti sappiano e nessuno dimentichi.
                                                                                                        N. Ravasi  V D

Quattro chiacchiere con... "Il paese della Vergogna"

Daniele Biacchessi (giornalista, scrittore, autore di teatro civile)

Domenica 29 novembre 2009 - h. 21
Lunedì 30 novembre 2009 - h. 21

"Il paese della Vergogna"

Presenta: Elio D'Adamo (pubblicista)
Auditorium Liceo Copernico


Il paese della Vergogna
. Il volume contiene flash, racconta circostanze, dà volti a nomi e personaggi, ne colora i contorni, li mette insieme, infonde e intreccia emozioni, ma soprattutto sollecita la coscienza civile, quella che parla di altri ma che si riferisce proprio a noi stessi. Ci sveglia da una letargia pericolosa e profonda, ci scuote e ci invita a meditare.

Lo spettacolo. Un libro sulla cronaca nera e giudiziaria, ma soprattutto una testimonianza appassionata scritta dalla parte delle vittime, dei loro familiari e di chi ancora aspetta che sia fatta giustizia. Daniele Biacchessi, oltre a giornalista e scrittore, è anche autore, regista ed interprete di teatro narrativo civile: uno dei suoi testi, “Piovre”, sui delitti di Mafia, sarà messo in scena per la rassegna “Tra letteratura e teatro”per le scuole superiori. Lo spettacolo vedrà la presenza in scena dell’autore e di sei giovani attori pavesi che da anni producono testi per le scuole. Dopo lo spettacolo l’autore si incontrerà con il pubblico. Gli spettacoli e i susseguenti incontri saranno la domenica sera 29 novembre e la mattina del 30 per i ragazzi.

Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore. Vicecaporedattore di Radio24-Il Sole 24 Ore. Premio Cronista 2004 e 2005 per il programma “Giallo e nero”. Collabora con il mensile “Mucchio Selvaggio”. Dal 1975, ha lavorato e collaborato con numerose testate: Radio Rai (Noi in Lombardia, Domenica con noi, Blue note), Radio Popolare, Radio Regione, Radio Lombardia, Telemilano 2, Telenova, Rete A, Antenna3, Unità, Avvenimenti, Europeo. E’ stato direttore della sede milanese, inviato e cronista parlamentare di Italia Radio dal 1988 al 1999. Ha pubblicato sedici libri d’inchiesta.