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giovedì 24 aprile 2008
Quattro chiacchiere con... Luchino Dal Verme
05:51 | Pubblicato da
Biblioteca Civica Bonetta
Presentato da Clemente Ferrario
Giovedì 24 aprile 2008, ore 17
“8 settembre: la ragione di una scelta”
Il prossimo 24 aprile alle ore 17, presso l’auditorium di Santa Maria Gualtieri, sarà un onore poter ascoltare il racconto in prima persona di queste vicende al tempo stesso drammatiche e gloriose dalla voce di uno degli ultimi protagonisti: Luchino Dal Verme, nato a Milano nel 1912 da una famiglia aristocratica lombarda, tenente di artiglieria a cavallo, partecipante alla Campagna di Russia, poi organizzatore delle prime formazioni partigiane in provincia di Pavia, sino a diventare comandante dell’88° Brigata “Casotti” e animatore della Resistenza armata nell’Oltrepo. A presentarlo, l’avvocato Clemente Ferrario, noto scrittore pavese, anch’egli militante antifascista.
Jugoslavia e, dal luglio 1941 all’ottobre 1942, in Russia. Fra i pochi scampati al disastro dell’Armir, riesce a far rientro in Italia. L’armistizio dell’8 settembre lo vede impegnato a Forlì nell’addestramento di reclute per la ricostituzione del suo reggimento. Riesce a sottrarsi alla cattura e ritorna al castello di Torre degli Alberi, residenza di famiglia, dove rimane nascosto per sei mesi. L’incontro con Italo Pietra, comandante partigiano e futuro direttore del quotidiano Il Giorno, lo convince a troncare il tradizionale legame familiare con la monarchia e ad entrare nella Resistenza. Con il nome di battaglia di Maino, comanda la brigata garibaldina Casotti, formazione vicina al Pci e con la primavera del 1945 prende la guida della divisione Gramsci, alla cui testa scende verso la Pianura. Al momento della Liberazione, Maino è uno dei dodici partigiani scelti per fare la scorta a Milano al colonnello Valerio che deve salire a Dongo per chiudere la partita con Mussolini e i suoi gerarchi. Nel primo dopoguerra, i partiti antifascisti gli propongono di impegnarsi a livello politico come candidato alle elezioni per l’Assemblea Costituente del 1946, ma Dal Verme risponde no a tutti, in quanto non ritiene quell’impegno adatto alla sua indole.
Giovedì 24 aprile 2008, ore 17
“8 settembre: la ragione di una scelta”
Luchino Dal Verme: 8 settembre, le ragioni di una scelta
La sesta edizione della rassegna culturale Quattro chiacchiere con…, organizzata dalla Biblioteca Bonetta sezione Ragazzi a cura di Costantino Leanti, propone incontri sempre interessanti in merito ai vari aspetti della vita civile, con particolare attenzione al pubblico dei più giovani ancora in età scolare. Dopo aver affrontato temi più leggeri come il calcio, la danza e il teatro per ragazzi, il prossimo appuntamento torna su un argomento di enorme rilievo sociale e politico: la Seconda Guerra Mondiale, l’otto settembre, la partecipazione di tanti giovani italiani alla lotta contro il nazifascismo, la Liberazione della nostra terra dal giogo della dittatura.
Il prossimo 24 aprile alle ore 17, presso l’auditorium di Santa Maria Gualtieri, sarà un onore poter ascoltare il racconto in prima persona di queste vicende al tempo stesso drammatiche e gloriose dalla voce di uno degli ultimi protagonisti: Luchino Dal Verme, nato a Milano nel 1912 da una famiglia aristocratica lombarda, tenente di artiglieria a cavallo, partecipante alla Campagna di Russia, poi organizzatore delle prime formazioni partigiane in provincia di Pavia, sino a diventare comandante dell’88° Brigata “Casotti” e animatore della Resistenza armata nell’Oltrepo. A presentarlo, l’avvocato Clemente Ferrario, noto scrittore pavese, anch’egli militante antifascista.
Dal Verme ha combattuto come ufficiale del reggimento Savoia Cavalleria sul fronte francese, in
Dopo una breve parentesi a Novara, ritorna a Torre degli Alberi, da dove non si muove più: si occupa di allevamento di bovini e pollame assieme al figlio Camillo, che manda avanti l’azienda di famiglia, è impegnato nella difesa delle sue amatissime montagne e continua un’appassionata opera di testimonianza sul nostro recente passato.
Emilio D’Adamo
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Luchino Dal Verme - Nato a Milano nel 1912, da famiglia aristocratica lombarda. Tenente di artiglieria a cavallo, ha partecipato alla campagna di Russia. Dopo l’8 settembre 1943 ha preso parte alla Guerra di Liberazione nazionale, contribuendo all’organizzazione delle prime formazioni partigiane in provincia di Pavia. Dapprima comandante dell’88° Brigata “Casotti” e, in seguito,della Divisione “Antonio Gramsci”, è stato uno dei principali animatori della resistenza armata nell’Oltrepò Pavese.
martedì 1 aprile 2008
Quattro chiacchiere con... Sebastiano Ruiz Mignone
05:49 | Pubblicato da
Biblioteca Civica Bonetta
Presentato da Fabrizio Fiaschini
Martedì 1 aprile 2008, ore 17
“Alla ricerca di un teatro per ragazzi”
Martedì 1 aprile 2008, ore 17
“Alla ricerca di un teatro per ragazzi”
Sebastiano Ruiz Mignone: un teatro per ragazzi
La rassegna di incontri intitolata Quattro chiacchiere con…, giunta alla sesta edizione, a cura della Biblioteca civica Bonetta sezione ragazzi con la supervisione di Costantino Leanti, presenta alla cittadinanza e agli studenti pavesi un nuovo, interessante incontro con la cultura: il prossimo martedì 1 aprile alle ore 17, presso l’auditorium di Santa Maria Gualtieri, sarà ospite Sebastiano Ruiz Mignone, scrittore con alle spalle una pluriennale esperienza nel campo della narrativa per bambini, oltre che pittore, autore di commedie radiofoniche e di sceneggiature.
Argomento della sua conferenza sarà il teatro e in particolare le possibilità di allestire rappresentazioni sceniche a favore del pubblico dell’infanzia: negli stessi giorni, infatti, sarà allestito a Pavia uno spettacolo teatrale tratto da una delle sue invenzioni narrative a carattere drammaturgico, dal titolo Il vaso da notte del Re, diretto da Francesco Mastrandrea, presso l’Istituto San Giorgio nei giorni di sabato 29 marzo, lunedì 31 marzo e martedì 1 aprile – con due repliche alle ore 9 e alle ore 11 – oltre che nella serata di sabato 29 marzo alle ore 21 presso Motoperpetuo.
Nativo di Santo Stefano Belbo in provincia di Cuneo ma da molto tempo residente a Torino, dove è stato per molti anni insegnante di Lettere nelle scuole, Ruiz Mignone è spuntato all’improvviso come nuovo autore di storie per ragazzi nel 1996, quando vinse il Premio Andersen con il romanzo Guidone Mangiaterra e gli Sporcaccioni: da quel momento è iniziata una brillante carriera letteraria, che lo ha portato ad affermarsi brillantemente nel campo della narrativa per l’infanzia attraverso nuove pubblicazioni presso le collane editoriale specialistiche più importanti come Piemme Junior ed Einaudi Ragazzi. Ricordiamo in particolare Il drago rapito, dove si descrivono le avventure del prode cavaliere Patador Dorè alla ricerca del drago Ossobuco, misteriosamente rapito, in un’avventurosa epica popolata di streghe, pietre parlanti, maghi e incantesimi. In Pirati a Rapallo, scritto a quattro mani con Guido Quarzo, ritroviamo invece gli spunti tipici delle storie avventurose di mare con protagoniste le navi pirata che abbordano le coste della Liguria e il pittore Giobatta Oneto, che dipinge solo tonni, e il suo intraprendente ragazzo di bottega Giorgio. Ne L’isola del faro, invece, Ruiz Mignone ripercorre l’avventura anch’essa marinara del giovane Robert Louis Stevenson, detto Luly, che assieme al cugino Bob si tuffa in un mondo di immaginazione, storia e avventura nel Sud dell’Italia appena unificata, nel 1864: il protagonista vive il suo rito di passaggio all’età adulta, sino a divenire uno dei più grandi scrittori d’avventura di tutti i tempi, attraverso l’esperienza diretta di un mondo assediato dalla violenza e dalla miseria.
Il personaggio ospite del prossimo incontro avrà modo quindi di raccontare agli studenti delle nostre scuole un panorama immaginativo molto complesso e interessante, con particolare riferimento alle rappresentazioni sceniche dei testi realizzati per il pubblico dei nostri bambini.
Emilio D’Adamo
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Sebastiano Ruiz Mignone - Vive e lavora a Torino ed ha alle spalle una solida esperienza nella narrativa per bambini. Già insegnante di lettere, è anche pittore e autore di commedie radiofoniche oltre che di sceneggiature. Ha esordito nel '96 col libro "Guidone Mangiaterra e gli Sporcaccioni" (Ed. Piemme) che ne ha subito evidenziato la fantasiosa creatività. Ormai consolidata è la sua collaborazione con Guido Quarzo, anch'egli torinese e scrittore per l'infanzia.
sabato 8 marzo 2008
09:29 | Pubblicato da
Biblioteca Civica Bonetta
JIMMY DELLA COLLINA
di Massimo Carlotto
Riduzione teatrale Angela Giassi
Regia Enrico Barbieri
Musiche Andress Villani
Assistente alla regia Irene Scova
Debutto Salone III Millennio 8 marzo 2008
Tutte le foto © Daniele Cavallotti (http://danielecavallotti.zwnfolio.com). Vi invitiamo a visionare il sito.
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| Tutte le foto sono proprietà di D. Cavallotti |
Il libro di Massimo Carlotto, Jimmy della collina, mi è subito sembrato molto adatto al progetto di uno spettacolo per ragazzi, per la tematica affrontata e lo stile asciutto ma allo stesso tempo coinvolgente che contraddistingue l’autore.
immy, il sedicenne protagonista del testo, parla in prima persona della sua “avventura” : arrestato per tentata rapina, abbandonato dai suoi complici, Jimmy viene condannato e conosce la realtà del carcere minorile, anzi di alcuni carceri, fino all’incontro con una comunità di recupero che gli fa intravedere la possibilità di un vero cambiamento.
La drammaturgia alla quale sto lavorando si prefigge di mantenere lo stile del testo e di costruire una partitura corale intorno al protagonista, che dia voce alla moltitudine di personaggi che si susseguono, a partire dai due complici che lasciano cadere su Jimmy tutta la responsabilità del loro reato, ai genitori incapaci di perdonare o capire, per passare dai pittoreschi ritratti dei compagni di cella.
Si alternano momenti drammatici, a volte crudi e violenti, ad altri di divertente leggerezza, il protagonista ci coinvolge e ci interroga, suscitando, a tratti, un’irresistibile tenerezza. Lo spettacolo sarà un’occasione per riflettere sulla delinquenza minorile, sull’esperienza del carcere, in generale sul bisogno di ribellione che hanno tutto gli adolescenti, ma che a volte non trova che la strada della violenza e della sopraffazione.
di Angela Giassi
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martedì 26 febbraio 2008
Quattro chiacchiere con... Massimo Carlotto
05:43 | Pubblicato da
Biblioteca Civica Bonetta
Presentato da Franca Lavezzi
Martedì 26 febbraio 2008 ore 17
“I giovani nella provincia che cambia”
Martedì 26 febbraio 2008 ore 17
“I giovani nella provincia che cambia”
La rassegna culturale Quattro chiacchiere con…, organizzata dalla Biblioteca Bonetta Sezione Ragazzi in collaborazione con la libreria Clu, a cura di Costantino Leanti, prosegue la sua presenza qualificata nella nostra città con appuntamenti sempre di ampio interesse e seguito. Giunta alla sesta edizione, è divenuta un appuntamento fisso per i ragazzi delle scuole, gli insegnanti e i cittadini interessati ad ascoltare e discutere temi di interesse generali che finora hanno spaziato in tutti i campi della conoscenza: il prossimo incontro, fissato sabato 8 marzo 2008 alle ore 17 presso l’ex chiesa Santa Maria Gualtieri, vedrà nelle vesti di protagonista il celebre scrittore Massimo Carlotto, che intratterrà il pubblico sullo spinoso tema del disagio giovanile nelle città contemporanee. Nato a Padova nel 1956 e da tempo residente a Cagliari, Carlotto è divenuto una delle figure di maggior spicco del genere letterario noir in Italia attraverso un metodo di indagine letteraria che egli stesso definisce come la prosecuzione romanzesca del materiale messo a disposizione dalle inchieste giornalistiche di quella che anni addietro veniva definita controinformazione. La sua scrittura è secca e asciutta, di buonissima qualità letteraria ed è stata apprezzata dai maggiori critici letterari italiani, che ne hanno sottolineato la preziosità narrativa, fra i quali Angelo Guglielmi, Ermanno Paccagnini, Goffredo Fofi e Filippo La Porta. Gli scenari prediletti dall’autore sono quelli ben conosciuti del Nord Est e di altri luoghi di provincia che ben si prestano per raccontare gli aspetti oscuri della gente comune e ritenuta perbene, l’intreccio perverso fra economia legale e criminalità, le zone oscure dove riesce difficile fare giustizia seguendo le regole, che spesso risultano un impaccio. Il suo personaggio è un investigatore irregolare e particolare, detto l’Alligatore, con un passato giudiziario ingombrante, amante del blues e del calvados, che non si fida troppo dei poliziotti e lavora a stretto contatto con altri ex galeotti.
La letteratura, che solitamente non rivela scopi pratici, nel suo caso serve a ricostruire una vita e a suturarne le gravi ferite attraverso un genere, il romanzo poliziesco, che si presta a restituire al lettore gli aspetti meno nobili della quotidianità: alla narrativa di Carlotto è strettamente legata la sua vicenda umana. Nel 1976, allora diciannovenne militante di Lotta Continua, viene coinvolto suo malgrado in un gravissimo caso di cronaca nera: l’omicidio a Padova di una giovane venticinquenne, che lo condurrà in un calvario giudiziario di processi, carcere e latitanza conclusosi solo nel 1993 con la concessione della grazia da parte del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. E’ da quel momento che inizia per lui una nuova vita, quella di scrittore, grazie all’aiuto e alla guida di Grazia Cherchi, che gli consente in questi anni di raggiungere un ottimo successo sia in Italia che all’estero.
Fra i suoi titoli più celebri, tutti pubblicati dall’editore e/o, ricordiamo “L’oscura immensità della morte”, “Il maestro di nodi”, “La verità dell’Alligatore”; “Il mistero di Mangiabarche” e “Il fuggiasco”, narrazione autobiografica dei suoi anni di latitanza. Per i giovani ha pubblicato, tra gli altri, Jimmy della Collina, un racconto breve da cui è stato tratto uno spettacolo che andrà in scena presso la Casa del giovane da sabato 8 a lunedì 11.
Emilio D’Adamo
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Massimo Carlotto - è nato a Padova nel 1956 e vive a Cagliari. Ha esordito nel 1995 con il fuggiasco, seguito da molti altri romanzi. Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, e i suoi libri sono tradotti in varie lingue. E’ anche autore teatrale e sceneggiatore, e collabora con quotidiani, riviste e musicisti. Per la EL nella collana frontiere ha pubblicato Il giorno in cui Gabriel scoprì di chiamarsi Miguel Angel e Jimmy della collina.
martedì 19 febbraio 2008
Quattro chiacchiere con... Mario Ferrari
03:30 | Pubblicato da
Biblioteca Civica Bonetta
Presentato da Ester Bonetti
Martedì 19 febbraio 2008, ore 17
“Divertirsi con la matematica si può?”
Nei giorni 20-21-22-23 del mese di febbraio, sarà allestita la mostra Re-giocando
La rassegna culturale dal titolo Quattro chiacchiere con…, organizzata dalla Biblioteca Bonetta Sezione Ragazzi a cura di Costantino Leanti in collaborazione con la Libreria Clu , è divenuta da sei anni a questa parte un appuntamento imperdibile per i cittadini pavesi e i giovani in età scolare: ogni appuntamento previsto nel calendario ottiene un elevato gradimento da parte del pubblico e un’elevata affluenza a prescindere dall’argomento trattato. Lo si è visto ad esempio nel caso di un tema di elevato valore civile come la memoria della Shoah, sapientemente definita da Luciano Tas e Antonio Sacchi, ma anche in occasione di conversazioni più leggere e discorsive come quelle dedicate allo sport.
Martedì 19 febbraio 2008, ore 17
“Divertirsi con la matematica si può?”
Nei giorni 20-21-22-23 del mese di febbraio, sarà allestita la mostra Re-giocando
Mario Ferrari: divertirsi con la matematica
Il prossimo appuntamento, previsto per martedì 19 gennaio 2008 alle ore 17 presso l’auditorium di Santa Maria Gualtieri, sarà invece dedicato ad un tema di non immediata comprensione ma analizzato da un punto di vista inusuale: ospite d’onore il prof. Mario Ferrari, docente dell’Università di Pavia dal 1967 al 2006 in un campo ostico come quello dei numeri e della possibilità di considerarli mediante un approccio diverso da quello scolastico tradizionale. Titolare dei corsi di Matematiche Complementari e di Fondamenti e Storie della Matematica, direttore della Scuola Interuniversitaria Lombarda di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario dal 2002 al 2004, tuttora responsabile della rivista “L’insegnamento della matematica e delle scienze integrate”, Ferrari è uno dei maggiori esperti italiani di didattica della matematica e quindi dei metodi di insegnamento di una disciplina così complessa, autentica bestia nera di intere generazioni di allievi, e nel contempo impegnato dagli anni Settanta nell’attuazione di corsi di formazione e aggiornamento per gli insegnanti e nella stesura di testi e articoli a carattere storico-scientifico.
Accanto alla consueta prolusione, gli studenti pavesi avranno modo di sperimentare direttamente la possibilità di affrontare la matematica non più come disciplina di semplice studio ma nel suo aspetto di gioco e divertimento grazie ad una mostra interattiva dal titolo “Ra-giocando”, curata da Ester Bonetti, che si terrà dal 20 al 27 febbraio presso le Scuderie del Castello Visconteo . La mostra propone agli scolari fra i cinque e i dodici anni una serie di giochi matematici che sono orientati a cambiare l’approccio collettivo verso la disciplina, cercando di motivarli all’apprendimento pur se convinti che si tratti di un argomento noioso e troppo impegnativo e nel contempo offre agli insegnanti la facoltà di rilevare le strategie e i ragionamenti degli alunni in una situazione ludica del tutto nuova. Lo stesso Ferrari ha scritto che “ognuno di noi è orgoglioso di essere homo sapiens, la vita ci costringe ad essere homo faber, per vivere in modo umano occorre essere homo ludens, e la matematica ci dà una mano…”. Un elevatissimo numero di classi della nostra Provincia, per un totale di quasi mille allievi, ha prenotato la partecipazione a questa originale tipologia di giochi: divertirsi con la matematica si può!
Emilio D’Adamo
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Mario Ferrari * Docente dell’Università di Pavia, dal 1967 e fino al 2006, di corsi di Matematiche Complementari, Fondamenti e Storia della Matematica presso il Dipartimento di Matematica, Direttore della SILSIS (Scuola Interuniversitaria Lombarda di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario) dal 2002 al 2004, Direttore dal 2002 della rivista L’insegnamento della matematica e delle scienze integrate del Centro Ricerche Didattiche U. Morin di Paderno del Grappa (TV), una delle più qualificate a livello nazionale sui temi di ricerca di didattica della matematica. Coinvolto dagli anni 70-80 nella direzione e attuazione di corsi per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti e autore di numerosi articoli e testi di educazione matematica e di storia della matematica.
lunedì 28 gennaio 2008
Quattro chiacchiere con... Luciano Tas
03:29 | Pubblicato da
Biblioteca Civica Bonetta
Presentato da Antonio Sacchi
Lunedì 28 gennaio 2008 ore 17
"La fiaccola della memoria. Come trasmettere nel tempo il ricordo dello Sterminio"
Lunedì 28 gennaio 2008 ore 17
"La fiaccola della memoria. Come trasmettere nel tempo il ricordo dello Sterminio"
Luciano Tas: la fiaccola della memoria
La storia del Novecento, secolo breve per eccellenza – secondo la definizione attribuita al celebre storico inglese Eric J. Hobsbawm – racchiuso fra l’attentato di Sarajevo del 1914 e il crollo del Muro di Berlino alla fine del 1989, è stata caratterizzata da progressi impensabili per l’umanità nei decenni precedenti e altrettante immani tragedie. La scienza ha messo a disposizione dei cittadini, almeno in tutto il mondo occidentale, ritrovati che hanno permesso di migliorare in proporzioni rilevanti le condizioni e la qualità della vita; la transizione dai sistemi autoritari alla democrazia rappresentativa ha consentito a tutti la facoltà quantomeno di partecipazione alle scelte decisionali collettive, senza distinzioni di censo.
D’altro canto, il Novecento ha visto concentrarsi nell’arco di meno di cent’anni una serie impressionante di tragedie e lutti dovuti allo scatenarsi senza requie di conflitti e genocidi il cui effetto devastante è stato amplificato proprio dalle nuove tecnologie applicate nel settore degli armamenti. Basti pensare al potenziale distruttivo di due guerre su scala planetaria, agli infiniti conflitti locali che ancora oggi tormentano l’umanità, al dramma dei regimi totalitari che hanno tristemente prodotto piani di scientifico annientamento delle popolazioni. Su tutti gli orrori del secolo appena trascorso, spicca ovviamente lo sterminio sistematico del popolo ebraico nei campi di concentramento compiuto dalla Germania nazista: un piano definito dalla scrittrice Liana Millu, autrice del celebre romanzo-documento “Il fumo di Birkenau”, di sistematico annientamento di un’identità e delle persone fisiche che la rappresentavano.
Alcuni anni fa il Parlamento italiano, al fine di ricordare quella terrificante pagina della nostra storia a cui avevano partecipato anche il regime fascista e la Monarchia con l’approvazione della famigerata discriminazione razziale, ha inserito nel novero delle leggi di Stato – su proposta del giornalista e deputato Furio Colombo – l’istituzione di un Giorno della Memoria, il 27 gennaio, per rammentare alle nuove generazioni un evento senza paragoni in tutto l’orrore che il genere umano ha prodotto nella sua vicenda terrena.
Di questo tema si parlerà doverosamente anche nell’ambito della Rassegna culturale Quattro chiacchiere con.., organizzata dalla Biblioteca Bonetta Sezione Ragazzi a cura di Costantino Leanti, nel prossimo incontro previsto per il prossimo martedì 29 gennaio 2008 alle ore 17 nell’auditorium di Santa Maria Gualtieri : presentato da uno degli studiosi pavesi più insigni di storia del Novecento, Antonio Sacchi, sarà ospite lo scrittore e giornalista romano Luciano Tas, già direttore del mensile di cultura ebraica Shalom, autore di importanti saggi sull’ebraismo e la Seconda Guerra Mondiale fra i quali ricordiamo “Storia degli Ebrei italiani” e il recente “Robin Hood sbarca in Italia”, racconto per l’infanzia dedicato allo sbarco degli Alleati ad Anzio nel gennaio 1944 ( ricordiamo ai lettori che Tas terrà a Pavia anche un secondo appuntamento pubblico sul medesimo tema il giorno mercoledì 30 gennaio alle ore 9 presso la Scuola Media Cesare Angelini al quartiere Vallone).
I giovani pavesi avranno modo, grazie alla presenza di uno dei massimi esperti della tragedia dello sterminio, di focalizzare la loro attenzione su un frangente che è doveroso non dimenticare e di apprendere il valore della pace e della fratellanza in un mondo purtroppo ancora tormentato da troppi conflitti.
Emilio D’Adamo
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Luciano Tas scrittore e giornalista, già direttore del mensile “Shalom”. Ha pubblicato Storia degli ebrei italiani (Newton Compton 1987) e Robin Hood sbarca in Italia. Anzio, gennaio 1944 (Mondadori 2004).
martedì 15 gennaio 2008
Quattro chiacchiere con... Aurora Marsotto
03:25 | Pubblicato da
Biblioteca Civica Bonetta
Presentata da Desideria Guicciardini
Martedì 15 gennaio 2008, ore 17
“Ballerina in palcoscenico”
Martedì 15 gennaio 2008, ore 17
“Ballerina in palcoscenico”
Aurora Marsotto: ballerina in Palcoscenico
La narrativa specialistica per l’infanzia e l’adolescenza ha accompagnato per mano generazioni di giovani lettori in mondi dell’immaginazione inesplorati, dall’epoca lontana di Hans Christian Andersen e dei fratelli Grimm sino ai giorni nostri, con il fenomeno editoriale inarrestabile, sino alle soglie della passione collettiva, di Harry Potter e delle sue sette avventure sia letterarie che cinematografiche. Innumerevoli generazioni di bambini hanno trovato nella lettura uno spazio accogliente e costruttivo ove misurare i passi del loro sviluppo intellettuale, pur nella diversità del contesto in cui al passare del tempo si sono trovati a vivere e crescere.
La gran parte del tempo libero – rivelano le analisi statistiche più accreditate – viene trascorsa dai ragazzi del Duemila con la compagnia di mezzi tecnologici avanzati, da Internet alla Playstation, di cui sono perfettamente padroni già in tenera età ma che hanno l’effetto perverso, quando il loro uso si trasforma in dipendenza, di renderli intellettualmente passivi ed emotivamente instabili. Resta comunque essenziale, anche nell’epoca della tecnologia avanzata, un rapporto diretto e vivido con la realtà esterna mediante l’esperienza diretta di tutto l’infinito che circonda la vita di un adolescente: la pratica sportiva rimane una delle esperienze a più elevato livello formativo sia individuale che di gruppo e uno dei modi più efficaci, quando è intesa come sfida delle proprie capacità e onesta competizione, per relazionarsi con gli altri.
Nel corso del prossimo incontro previsto dalla rassegna culturale Quattro chiacchiere con.., organizzata dalla Biblioteca Bonetta Sezione Ragazzi a cura di Costantino Leanti, i giovanissimi studenti pavesi avranno modo di conoscere un’esperienza duplice, nel campo dello sport e della letteratura, grazie alla presenza di Aurora Marsotto, giornalista e scrittrice che sarà ospite della nota manifestazione il prossimo martedì 15 gennaio alle ore 17 presso l’auditorium di Santa Maria Gualtieri.
Nel corso della sua multiforme carriera, Aurora Marsotto ha lavorato nel campo dell’editoria e del design, collaborando con numerose testate giornalistiche di fama, fra le quali Vogue, Class, Milleidee e i quotidiani Il Giornale e Il Sole 24 Ore, per il quale dal 1984 al 2001 ha curato le rubriche “Grandi e piccini”, dedicata alla critica letteraria di libri per l’infanzia, e “Balletto”, specificamente orientata alla critica degli spettacoli di danza, sua grande passione e seconda professione alla quale ha dedicato alcuni interessanti volumi per giovani lettori editi da Piemme Junior. Fra i suoi titoli ricordiamo in particolare tre libri gustosi e accattivanti per chi volesse saperne di più sul mondo della danza classica: “Da grande farò la ballerina”, “Ballerina…si diventa!”, e la novità “Ballerina in Palcoscenico”, storie narrative a carattere autobiografico indirizzate al pubblico dell’infanzia. In essi, ripercorrendo la vicenda della protagonista Vivy, che dall’età di sei anni coltiva con impegno la sua passione per la danza, è possibile trovare motivazioni concrete affinchè le nuove generazioni comprendano l’importanza di avere un sogno da rincorrere e di impegnarsi al massimo per cercare di tradurlo in realtà.
Emilio D’Adamo
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Aurora Marsotto ama la danza sin da quando, bambina, ha iniziato a studiarla. Oggi fa la giornalista e ha pubblicato molti articoli e libri sul balletto. Da grande farò la ballerina (2003), Ballerina…si diventa (2005), Ballerina sul palcoscenico (2007) tutti della PIEMME.
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